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Massimo Siringo

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Ciao micione!!wofffff
Sept. 26
Stellawrote:
Grazie per il comemnto, seppur laconico sempre graditissimo. Mi sembra davvero molto poco ma lo reputo indispensabile lasciare un commento non sul tuo blog, ma in questo grande vangelo di vita.......
A presto e sempre in gamba
Sept. 16
Luciawrote:
CiaOoO!!
Tra poco si ricomicia... ;_;
..UFFA!!!!
che ne sarà d noi ?!
..Lu..
 
.: questa è l'ora senza pari...questa è l'ora del CAMPARI!! :.
Sept. 9
ventus85 wrote:
Ciao, sono la ventus85 del forum studenti.fi!
Son passata di qui a fare un salutino, ciao!
July 13
Hell wrote:
scrivi qualcosa così ti rompo un po'...
May 4

Maind Speis

il cestino dei miei sproloqui mentali
March 02

Cicatrice

Nessuna sofferenza,
solo nostalgiche illusioni e
una smorfia di
dolore
January 12

O love me truly!

You say you love; but with a voice 
Chaster than a nun's, who singeth
The soft vespers to herself
While the chime-bell ringeth—
O love me truly!
 

You say you love; but with a smile
Cold as sunrise in September,
As you were Saint Cupid's nun,
And kept his weeks of Ember—
O love me truly!

You say you love; but then your lips
Coral tinted teach no blisses,
More than coral in the sea—
They never pout for kisses—
O love me truly!

You say you love; but then your hand
No soft squeeze for squeeze returneth;
It is like a statue's, dead,—
While mine for passion burneth—
O love me truly!

O breathe a word or two of fire!
Smile, as if those words should burn me,
Squeeze as lovers should—O kiss
And in thy heart inurn me—
O love me truly!

January 10

Basta pensarci un po' su

   "Morire è sempre brutto, ma a quell'età...". Quante volte lo abbiamo sentito dire, tante, troppe. Sempre la stessa orribile storia. I ragazzi tornano da una serata fuori, discoteca, magari un pub, una nottata di bagordi all'insegna della gioia e del divertimento. Ma qualcosa va storto. Qualcosa imputabile alla mancanza di disciplina coscenziosa dei giovani? Dalla incuranza nelle avvertenze da parte dei genitori? Dalla pochezza della sensibilizzazione da parte dei media, della società, o semplicemente della città in cui viviamo? O forse una banalissima e maledetta aiuola, che in pochi attimi ti ribalta una macchina con 4 giovanissimi al suo interno. Non ti viene mai lo scrupolo di attribuire colpe, o magari senti la necessità di incolpare tutto e tutti. Questo è quel che provoca la morte innaturale, come la conosciamo. Improvvisa, violenta. Ti coglie alla sprovvista e ti lascia senza respiro. Colpisce anche te che non hai legami diretti con il deceduto. Lo senti vicino, magari per età, magari per il fatto che siamo tutti esseri umani con una vita davanti da potere e dover vivere. Ma soprattutto sappiamo, anche per esperienza personale, che al di là della tragedia fatale del diretto interessato, ci sono persone che soffrono. Queste persone si sentono inevitabilmente private di una parte di loro stessi, come fossero morte da qualche parte nel loro intimo. Un giorno sei fiero ed entusiasta di conoscere una persona, di essere partecipe della sua vita, di poterle dare consigli, di guardarla cambiare, di convivere le medesime esperienze, di abbracciarla e baciarla, come non dovessere finire mai. Il giorno dopo ti confronti con la dura realtà in cui questa persona non c'è più. Se ne è andata, per sempre, e con lei tutti i baci e gli abbracci, la tua vita con lei. Tutto questo è ingiusto, se esistesse un dio ci dovremmo chiedere perchè cazzo ha voluto questo. Se non esistesse vorremmo solo sprofondare nell'oblio, vorremmo arrabbiarci solo con noi stessi, per non aver avuto il tempo di salutare la persona un'ultima volta e non averle detto quanto era speciale per noi, per non averle imposto a sufficienza di FARE ATTENZIONE. Tutto ciò però non possiamo non prenderlo in considerazione anche quando siamo noi che osiamo nelle nostre bravate giovanili (e non solo). Quando chiudiamo la porta di casa dovremmo sempre pensare a ritornare. Dovremmo pensare a chi ci vuole bene, a chi non vorrebbe che ci succedesse qualcosa, a chi vorrebbe baciarci ed abbracciarci ancora, e ancora. Se vogliamo fare stronzate e disinteressarci di noi stessi, dobbiamo per lo meno pensare agli altri, ai nostri parenti, ai nostri amici, a chiunque ci conosca, anche a chi ci odia. Nessuno desidera la morte altrui, siamo tutti fatti della stessa materia, pertanto ci sentiamo tutti inevitabilmente uniti da un vincolo inconscio fatto di carne ed ossa. Per tutti la vita va sempre avanti, di giorno in giorno. Ma a volte per qualcuno va avanti più difficilmente. Basterebbe pensarci un po' su, prima di chiudere la porta di casa.

January 02

New year's resolutions

Chi vorrebbe che mi togliessi la maschera? Probabilmente nessuno.
Pertanto continuerò a fingere che sia carnevale, confondendomi tra la folla...

 

 
 
 

December 09

Forse le lucciole non si amano più

E quando il vento ancora si fermava un po'
Tra i miei capelli, inventavo favole.
Poi cadde giù,
Ma avevo già le mani in tasca.
Quanti eroi caduti, dal coraggio ed ingannati
Dall'incenso e dal bianco che qualcuno venderà.
Dove vanno gli angeli a dormire,
Dove son finite le illusioni e i sogni
Che nessuno compra più,
Tra incerte ombre effimere.

Pazzi, forti eroi, tutto era sbagliato,
Vi è mancato il tempo di riprendere fiato.
Il sangue alla testa si fermò
E scelse anche per voi.

Trascinati da un furto di coscienza,
Abbagliati da miti e da leggende,
Di miracoli pieni i nostri sogni,
Non ci bastano più quando fa luce.

Come non si fanno oscure
Sempre si alzerà,
Una luce accesa o spenta ci sarà.
Mentre dal buio,
Intanto spunterà una nuova favola,
La gente guarderà, qualcuno invecchierà.

Dove i mostri e i santi crepano
E Dio forse è sceso già,
Due miliardi di occhi in lacrime,
In faccia a quel che riderà.

Dove i mostri e i santi crepano
E Dio forse è sceso già,
Due miliardi di occhi in lacrime,
In faccia a quel che riderà.

Disposti in cerchio, a raccontare anche al nemico il tuo destino.
Insieme contro abbracciati innanzi terre ignote.
Ostie sporche di sangue, noi a chiedere perché.
Mentre gli occhi sconfinano verso le stelle,
Le due ali sottili basterebbero a noi.
Ecco il canto di un vecchio, ubriaco e scontento,
Che si infetta le ansie che straripano già.
Troppo scuri i silenzi, nei dintorni e qui dentro,
Forse le lucciole non si amano più.
Non so come la morte profumi d'incenso,
E di suoni di venti e campane.

E quando il vento ancora si fermava un po'
Tra i miei capelli, inventavo favole.
Poi cadde giù,
Ma avevo già le mani in tasca.
Quanti eroi traditi, dal coraggio ed ingannati
Dall'incenso e dal bianco che qualcuno venderà.
Dove vanno gli angeli a dormire,
Dove son finite le illusioni e i sogni
Che nessuno compra più,
Tra incerte ombre effimere.
 
 
November 03

Concretizzare la ricerca?

Ci sono quei periodi di transizione che io di solito chiamo "periodi di transizione". Non nego che sono qualcuno quasi sempre in cerca di qualcosa, in cerca di stimoli che riescano a riempire i miei giorni, o in cerca di vuoti che riempano i miei pieni casinosi. O probabilmente di una combinazione chimica perfetta tra questo e quello, un equilibrio. A volte mi capita di cercare l'uno ma trovare l'altro, a volte cerco l'altro ma trovo tutt'altro. Allora mi sono chiesto, che diamine sto cercando? Sto realmente cercando quello che voglio? Voglio realmente quello che sto cercando? In questo momento non so realmente cosa voglio e non so se quello che non so che voglio, alla fine lo voglia veramente. Molti cercano la tranquillità, molti la pace con se stessi, oppure la serenità, la felicità, stimoli. Ma, cazzo, non c'è mai nessuno che sappia concretizzare a primo impatto ciò che desidera, ciò che cerca. Forse ci sentiamo tutti un po' filosofi e tentiamo di impreziosire i nostri bisogni, mettendoci disperatamente alla ricerca di ideali astratti esprimibili solo da termini che vogliono dire tutto e niente. Parole che non hanno un senso materiale. Cercare l'amore non ha un senso fisico vero e proprio. E che senso ha cercare l'equilibrio? L'equilibrio non lo tocchi con mano. La tranquillità, la pace con se stessi, la calma, la serenità, la felicità, gli stimoli, le emozioni. Niente di tutto ciò ha un senso nel mondo atomistico. A cosa ci serve ciò che i 5 sensi non percepiscono? O meglio, i fini a cui mirano le nostre ricerche morali non hanno un contatto con la materialità di ciò che ci sta intorno. Questo profondo gap tra anima e corpo fa sì che non troviamo mai quel che realmente vogliamo al momento. Vorrei essere felice, ma cosa mi serve per essere felice? Il sesso? Una tazza di cioccolata? Un buon film? Un amico? Tutto questo contemporaneamente? O niente di tutto ciò? Questa continua ricerca dell'equilibrio è come navigare dal Tirreno all'Adriatico passando per il Sudafrica. E dal Sudafrica spingersi verso l'Antartide, e poi perdersi. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è di concretizzare i nostri desideri hic et nunc per evitare di perdersi nel grande oceano della mente. Ma farlo significherebbe inesorabilmente limitare la nostra vita a una razionalità totale, il che condurrebbe l'esistenza ad un meccanico automatismo senza significato emotivo. Voglio essere ricco, ma chi mi dice che la ricchezza sia nei soldi? Voglio l'amore, ma chi mi dice che esso sia solamente in una coppia che per strada si bacia con intensa passione? Voglio la felicità, ma dov'è la felicità? E' in una bella giornata piena di cose da fare? Nel sesso? Nel poter recarsi da qui a lì? Nel solo e banale respirare? Cerco l'equilibrio, ovvero, cerco qualcosa che non so, che non so se voglio davvero, che non voglio sapere se lo voglia sapere o meno. Cerco l'astratto, non cerco niente di reale, non cerco il diretto associabile al mio desiderio, io non cerco la semplicità fisica. Non c'erco un equilibrio concreto, ma un equilibrio morale, che equivale a uno squilibrio del sensuale.
September 26

Pillola sacrosanta

Le persone che si lamentano del proprio stato danno sempre la colpa alle circostanze. Le persone che vanno avanti in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze che vogliono e se non riescono a trovarle, le creano. (George Bernard Shaw)
September 16

I diari-umani

Nel mio immaginario esistono due tipi di persone. Quelle che danno e quelle che prendono. Parlo di consigli, conforti, pareri, aiuti. Molti spesso sono così presi dai loro problemi che sovente si dimenticano che non si può sempre contare sugli altri e non essere mai "contati", insomma, le persone che prendono tenderanno sempre a prendere e quasi mai a dare. Ma non c'è sempre il diario su cui scrivere, la penna incide forte sulle pagine, e queste prima o poi si deteriorano. A volte le pagine mancano addirittura, ma allo scrittore questo non importa, ne prende un'altra e ci pigia su, calcando ogni lettera. La pagina assorbe l'inchiostro, il diario beve le parole senza aprir bocca. Fornendo solo il giusto supporto che serve allo scrittore per piangere e lamentarsi dei suoi, talvolta futili, cazzi personali. Al di là della metafora, esistono quelli che potremmo chiamare i "diari umani". Sono persone specializzate nell'ascoltare altre persone, nell'ascoltare i loro problemi, nel cercare di comprenderli e risolverli, o tentare di farlo. Queste ultime possono sempre essere sicure che ci sarà qualcuno che si prenderà la briga di assorbire il calco della loro penna. A volte però i diari umani non reggono. Ma questo non importa, i loro problemi sono decisamente più piccoli rispetto ad altri, se sul diario c'è qualche segno d'inchiostro che corrompe il bianco candore di una pagina su cui scrivere, lo scrittore strappa la pagina e la butta nel cestino. Beh, questa è una tortura. E come lo è questa, lo è ancor di più quella persona che, nonostante abbia solo da scaricare, quando vede che il diario è sgualcito in troppi punti, cerca di capire il perchè, e allora fa fnta di interessarsi. Alla lunga però non si può sprecare il proprio tempo su un diario sgualcito, per la noia del finto interesse lo si scaraventa da una parte e se ne prende un altro. E' facile la vita, per quelli che scrivono. Un po' meno per i diari umani. E tanto più i diari umani non trovano un loro simile, merce rara al giorno d'oggi, tanto più si convincono che l'unico modo per riparare le pagine, è auto-armarsi di scotch e rattoppare quel che si può aggiustare. Da soli. Per questi diari umani c'è una vita piena di persone che ad un certo punto non si accorgono di abusare della loro essenza. Questi diari umani sono pieni di persone attorno, ma sono soli. Pensano che qualcuno possa anche capirli, o tentare di farlo, ma rifiutano ogni penetrazione, sono convinti che qualcuno può riuscire ad avvicinarsi al succo della questione, ma mai a toccarne la vera materia. E più vanno avanti e più si convincono che sarà sempre così, il problema sarà sempre un problema loro, da risolvere rimboccandosi le maniche e trainando il carro che si appesantisce e si impantana nel fango della vita, senza piangere, senza urlare. In silenzio. E quando arriva l'ora di piangere, essi aspetteranno pazientemente la pioggia, per mascherare la fragilità dei loro castelli di cristallo, la sottigliezza delle loro pagine di seta, come si vergognassero o si preoccupassero che le persone possano riuscire anche a demolire la fortezza in cui dimorano le loro esili fate, la dura corteccia del diario che contiene le sue preziose e delicate pagine. Niente sarà loro dovuto, e niente loro chiederanno, aspetteranno solo qualcuno come loro capace di ascoltare e capire, ma saranno assorditi dal troppo parlare degli scrittori, sgualciti dal troppo premere della punta. Essi non troveranno mai qualcuno come loro, non avranno l'udito per farlo, come un eterno "acchiappino" senza la persona da catturare.
Queste persone saranno sempre sole nella vita, ciononostante sempre piene di persone attorno, e forse in fondo saranno felici così...

Diario

September 15

Alice dixit

"Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com'è, perché tutto sarebbe come non è e viceversa! Ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe! "
 
alice
 
September 09

Qualcosa di importante

Qualcosa di importante è finito. Ti senti l'anima congelata e poi spezzata da un martello troppo pesante. Il cuore si scioglie dal troppo calore, si liquefa, si fonde con l'anima. Insieme distruggono un silenzio e ne creano un altro. Le lacrime evaporano al bollore del cuore. Il corpo si congela insieme all'anima. Vivi un disequilibrio esplosivo, imploderà o esploderà. Mi arreggo a una stampella di cartone e tento di andare avanti svuotando la testa e riattaccando i pezzetti del puzzle del mio io.
Era tutto così bello. Adesso le nuvole coprono il sereno, forse domani il sole tornerà a splendere, ma non oggi.
 
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